26 maggio 2012

Scattare dal treno


Mi appunto una serie di consigli presi dalla rete ed in particolare dal sito "Digital Photography School". Può essere utile per il giro che dovrei fare domani sul tratto Campobasso-Isernia-Sulmona.
1. Tenere sempre sotto controllo l'attrezzatura!
2. Se c'è pioggia potrebbe non essere così traumatico: la pioggia potrebbe far brillare e contrastare maggiormente i colori del paesaggio.
3. Viaggiare nei vagoni di coda è l'ideale per riuscire a riprendere per intero il treno che viaggia dinanzi a noi.
4. Scattare con il finestrino aperto è una buona idea ma è consigliabile l'uso di occhialini a protezione del vento e di particelle che possono finire negli occhi. Forse sarebbe una buona idea mettere davanti agli obiettivi dei filtri di protezione.
5. Scattare a priorità di tempi può essere una buona idea che ho già sperimentato viaggiando sui pullman. Sicuramente la tecnica del panning ritorna utilissima!
6. Non indossare la macchina fotografica al collo o attaccata ai polsi per evitare di uscire dal finestrino insieme a lei se, per sfortuna, dovesse restare appigliata a qualche ramo (ops...meglio non pensarci).
7. Il filtro polarizzatore è una buona idea per eliminare i riflessi dei finestrini e per saturare i colori.
8. Evitare obiettivi fissi ma lenti con grande escursione focale e servirsi dello stabilizzatore.
9. Scatti meno mossi si possono ottenere con gambe larghe e braccia vicine al corpo.
10. L'esposizione multizona può essere decisiva quando si entra e si esce dalle gallerie per bilanciare meglio la luminosità dello scatto. E' inutile dire che è sempre preferibile avere istogrammi completi per recuperare i dettagli persi. Naturalmente le foto vanno scattate in Raw.
11. Portare molte schede di memoria è fondamentale quando si scatta a raffica.
12. L'ultimo consiglio è quello di godersi un po' di paesaggio anche senza scattare!

18 maggio 2012

Le pagnottelle di San Giuseppe


L'abitudine mi porta a non riuscire a fare a meno del pane, neppure quando mangio la pizza di patate! Addirittura c'è qualcuno che mi supera: alcuni non riescono a fare a meno di una fetta di pane in accompagnamento ad un piatto di pasta o, addirittura, alla frutta! Mi ricordo che i miei nonni erano abituati così e, in generale, nel nostro Molise non è raro capire quanto questo prodotto di grano e fuoco sia indispensabile.


In generale, non solo a Guardialfiera, proprio con i panini o con le pagnottine, nei giorni antecedenti la festa dei Santi o nei giorni stessi della ricorrenza si fanno le così dette "devozioni". Alcuni di questi giorni di riferimento sono il 19 marzo ed il 1° maggio per San Giuseppe ed il 13 giugno per Sant'Antonio di Padova.


Quest'anno sono capitato a Guardialfiera proprio un giorno che preparavano le pagnottelle per la devozione a San Giuseppe per il 1° maggio. Una gentilissima famiglia che conoscevo mi ha dato la possibilità di vedere come funziona tutta la preparazione dei pani. Siccome il lavoro è iniziato in nottata, ho preferito assistere solo alle fasi conclusive della mattina!

4 aprile 2012

In giro sull'UNO NERO

Con tutto il rispetto per il "Peperone di Weston" e per gli amanti dello still-life, per me la fotografia significa sopratutto uscire di casa e conoscere qualcosa che non riesce a farsi contenere in una stanza.
In camera mia non potrò mai incontrare gente che passeggia, bambini che corrono, carabinieri che fanno un posto di blocco oppure cartelloni pubblicitari tutti colorati.


Le mie escursioni fotografiche me le faccio a piedi oppure in macchina per raccogliere nel mio "cestino fotografico" i frutti di giornata sbocciati dalla vita reale. Ma un'alternativa c'è: comprare in edicola un biglietto della corriera urbana e farmi portare in giro senza lo stress del traffico e con il vantaggio di essere invisibile dietro il finestrino!


Le persone che girano in città non ci guardano mai o quasi mai dentro il pullman e quindi non bisogna fare i conti con la soggezione di realizzare un ritratto! I bambini, però, hanno una sorta di sesto senso: ti individuano subito!!! Magari ti salutano e ti cacciano la lingua! I più grandi, invece, non la prendono sempre bene: più che altro non s'aspettano che qualcuno gli stia puntando contro un obiettivo. In pochi secondi arriva puntuale la risatina ed il dito puntato verso di te per farmi capire che sei stato beccato!