4 aprile 2012

In giro sull'UNO NERO

Con tutto il rispetto per il "Peperone di Weston" e per gli amanti dello still-life, per me la fotografia significa sopratutto uscire di casa e conoscere qualcosa che non riesce a farsi contenere in una stanza.
In camera mia non potrò mai incontrare gente che passeggia, bambini che corrono, carabinieri che fanno un posto di blocco oppure cartelloni pubblicitari tutti colorati.


Le mie escursioni fotografiche me le faccio a piedi oppure in macchina per raccogliere nel mio "cestino fotografico" i frutti di giornata sbocciati dalla vita reale. Ma un'alternativa c'è: comprare in edicola un biglietto della corriera urbana e farmi portare in giro senza lo stress del traffico e con il vantaggio di essere invisibile dietro il finestrino!


Le persone che girano in città non ci guardano mai o quasi mai dentro il pullman e quindi non bisogna fare i conti con la soggezione di realizzare un ritratto! I bambini, però, hanno una sorta di sesto senso: ti individuano subito!!! Magari ti salutano e ti cacciano la lingua! I più grandi, invece, non la prendono sempre bene: più che altro non s'aspettano che qualcuno gli stia puntando contro un obiettivo. In pochi secondi arriva puntuale la risatina ed il dito puntato verso di te per farmi capire che sei stato beccato!

17 marzo 2012

Il paese delle fate

Avevo visto Castropignano solo da lontano, o meglio: dalla strada bifernina ero riuscito a scorgere solo il profilo frastagliato del castello e nulla di più. Un giorno caldo di passaggio tra l'inverno e la primavera non è l'ideale per trovare già la nuova stagione in fiore ma promette sicuramente di riempire i piccoli borghi molisani di persone anziane che si impregnano come spugne di tutto il calore del sole gentile. D'altronde, dopo uno degli inverni più nevosi degli ultimi anni, l'esigenza di scaldare le ossa è come l'appuntamento fisso con un medicinale!!!
All'entrata del paese c'è un bar e, da fuori, si vede che il gestore ha pensato di dare un tocco di modernità a quel luogo di incontro dei suoi compaesani. Un attimo dopo questa osservazione ecco davanti ai miei occhi una cabina telefonica sulla quale era fissato un appuntamento molto particolare con la Telecom: "Questa cabina sarà rimossa il...".


Cosa c'azzecca l'osservazione sul bar e su questa cabina? Che a primo impatto mi sembrava di poter concludere che quel paese lì volesse mettere un punto al passato e ripartire con una nuova "era moderna"! Immaginavo, quindi, di sentire forte la presenza giovanile e di addentrarmi in un centro storico rinvigorito dalla primavera delle generazioni.

16 febbraio 2012

L'alone sul 50mm 1.8 D...ecco cos'è!

Mi perdoni la fidanzata ma oltre che di lei sono innamorato del 50mm 1.8! In fondo senza questo cristallo lei non avrebbe i bei ritratti che adesso appende in cameretta!!!
Una sera d’estate c’eravamo tutti e tre: io, la fidanzata e “l’occhio di vetro” (detta così è terribile)!!! 
Provai a fare una posa lunga che richiedeva una compensazione in termini di chiusura del diaframma. Controllai il risultato sul display e trovai una bella macchia che sembrava di unto al centro della fotografia!!! Credendo fosse un riflesso di un lampione, cambiai inquadratura e riprovai…niente da fare: la macchia di “unto” c’era sempre!!! Crisi…


Nei gironi a seguire uscii solo con “l’occhio di vetro” facendo diverse fotografie: nei controluce comparve di nuovo l’alone. Provai anche a cambiare obiettivo e constatai che il problema ce l’avevo solo con cinquantino! L’amore con il cinquantino cominciava ad avere delle cricche!
Portai macchinetta ed obiettivo al negozio di fotografia per spedire la lente in garanzia. Morale della favola:
quasi due mesi senza macchinetta a causa dei tempi biblici dell’assistenza;
pulizia del sensore addebitata al povero utente (cioè io) per una spesa di circa 55 euro!
macchia sempre al centro delle fotografie.
Siccome “l’amore è cieco”, ho accettato di continuare la storia con il 50mm  tollerando il difetto. Oggi, però ho riprovato a portare l’obiettivo al negozio dove ho dovuto accettare, momentaneamente, un colpo al cuore: montando sulla mia macchina un altro 50 mm nuovo (tradimento?), la macchia c’era sempre! Dunque il problema non era nella lente, ma nel mio povero sensore!!! Sembrava…così credevo…
Tornato a casa tutto triste, immaginando di dovermi tenere una macchina con una piccola “invalidità” ho provato, per l’ennesima volta, a cercare altri disperati come me sui forum di fotografia. Li ho trovati. Molti di più di quelli che immaginassi. Tutti quelli che hanno il buon vecchio cinquantino!!! E dico “vecchio” perché è proprio una versione…passata…ecco spiegato perché la Nikon ha sfornato nuovi modelli equivalenti di recente!!!
Ho scoperto che le ottiche “vecchie” sono state sottoposte a trattamenti antiriflessi fatti per la pellicola che aveva unoo strato antialone opaco che non rifletteva. Queste ottiche “vecchie” sono state adattate al digitale e quindi il trattamento antiriflesso posteriore non basta ad abbattere i riflessi. Il digitale sopra il sensore ha il filtro passa basso che, invece che essere opaco, è lucido a specchio e fa rimbalzare tutti i riflessi non abbattuti dall'ottica. Dunque si ha un riflesso chiamato "hotspot" che produce proprio quella “macchia”. Il colore dell'alone colorato dipende dallo strato di protezione della lente sul 50mm, infatti tende all'azzurrino.
Chiunque possieda il cinquantino ha questo "problema", così come può accadere per le ottiche fisse luminose. Gli zoom, anche luminosi, non sono afflitti dall’inconveniente o lo sono molto meno. In ogni modo bisogna stare attenti a diaframmare al di sopra degli F/11: è qui che l’alone tende a comparire più facilmente.
La riflessione è molto più evidente se si fotografa oggetti ad alta luminanza e si manifesta in maniera ancora più evidente nella fotografia IR.
Bene, allora come si suole dire: io, la fidanzata e “occhio di vetro” vivemmo felici, contenti e mai contro luce!